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Costa S. Giorgio
Costa S. Giorgio in abbandono
01/2/2007

"Sopralluogo di Valdo Spini nella caserma di Costa San Giorgio: "Un percorso di guerra tra rovi e quant´altro". Sporco, abbandono e affreschi antichi, l'agonia della Scuola di sanità militare.

I militari l´hanno lasciata nel ´99 per trasferirsi a Roma "E´ un´emergenza e una vergogna, presenterò un´interrogazione" Un percorso di guerra. Tra rovi, sterpaglia, sporcizia, escrementi di piccioni che fanno da corredo ad antichi affreschi di un "Ultima cena" opera della bottega di Cosimo Rosselli del 1488, ad un lunettone con l´«Annunciazione» di Bicci di Lorenzo di fine ‘300, ad un chiostro quattrocentesco con pilastri ottagonali in pietra serena. Benvenuti all´ex caserma Vittorio Veneto di Costa San Giorgio. Un itinerario-avventura nel cuore vuoto della città, che ha visto l´onorevole Valdo Spini «impegnato in un percorso di guerra, scavalcando rovi e quant´altro» durante il sopralluogo che lunedì scorso ha fatto agli edifici dismessi, che fino al ‘99 hanno ospitato la Scuola di sanità militare dell´esercito, poi trasferita a Roma. «Un´emergenza e una vergogna» commenta Spini, che ha deciso di presentare subito un´interrogazione in Parlamento sul grave stato di degrado in cui versa questo vasto complesso storico, confinante con il Giardino di Boboli e Forte Belvedere. Non è la prima volta che si torna a parlare del disastroso abbandono del complesso di immobili e giardino: una superficie di 30.500 metri quadrati, di cui 10.060 coperti, lasciata completamente alla deriva nonostante le numerose e pregevoli testimonianze storiche che custodisce, visto che la struttura che fin dal 1866 ha ospitato i militari, trae origine dall´accorpamento di due antichi conventi. Ebbene dal ‘99, sulla dismissione e sul riutilizzo degli edifici si sono incrociati vari progetti tra Difesa e Consap Spa incaricata delle vendite: farne un albergo, una serie di residenze, un centro commerciale, una fondazione museale. Ipotesi naufragate, mentre la soprintendenza ai monumenti istruiva studi e pratiche che hanno vincolato tutto il complesso. «Le proposte erano tutte fantasiose e impraticabili, tutte contrarie al nostro parere che vuole il complesso destinato alle istituzione della città» afferma l´assessore all´urbanistica di Palazzo Vecchio Gianni Biagi. «Ma questa volta ci siamo - afferma Spini - mi dicono che i primi di marzo il ministero dell´Economia emanerà un nuovo elenco con tutti i beni della Difesa da dismettere, e vi compare anche l´ex caserma di Costa San Giorgio. Serve subito un accordo di programma tra Palazzo Vecchio, Provincia e Regione, un´azione congiunta per restituire questo bene alla città». Edifici e spazi su cui da tempo anche la soprintendenza amerebbe allargarsi. «Anni fa chiedemmo al ministero della Difesa che ci venissero assegnati - ricorda il direttore regionale dei Beni culturali Mario Lolli Ghetti - Non per accorpare il loro giardino a quello di Boboli, perché storicamente non ne ha mai fatto parte, ma certo gli edifici sarebbero perfetti per usi istituzionali, per portare lì i nostri uffici e per realizzarvi laboratori di restauro e depositi della soprintendenza, da sempre alla ricerca di spazi». Una richiesta che si rinnova e su cui concordano tutti i soggetti interessati. Che questa volta, sembrano pronti ad unirsi e contrattare. «Esiste un vincolo su tutto il complesso - prosegue Lolli Ghetti - Quando sarà messo in vendita ci chiederanno il permesso per l´alienazione. Permesso che può anche essere rifiutato per un uso non compatibile. Saremmo felicissimi di poterlo avere in consegna utilizzare per l´uso pubblico. Certo, servono molte risorse per restaurarlo e il nostro ministero è a corto di fondi»".

MARA AMOREVOLI 01 FEBBRAIO 2007 - LA REPUBBLICA, FIRENZE